Colloquio di Donato Pessolano con Leonardo Pisani per “Talenti Lucani“.
Segretario, Azione in Basilicata è un partito giovane eppure si è già conquistato un posto nel teatro della politica lucana. Merito di chi?
Siamo nati nel 2019 a pochi mesi dallo scoppio della pandemia. Per molto temo non abbiamo potuto riunirci, girare il territorio, mettere in campo iniziative pubbliche e presentarci ai lucani. Ma in quei mesi abbiamo studiato, programmato, discusso tra di noi, progettato un partito in grado di dare risposte concrete e di non sbandierare facili promesse e retorica populista. Non so dirle se ci siamo riusciti del tutto ma, nonostante la crescita anche in termini di tesseramento, non vogliamo perdere di vista questo grande obiettivo e continuare su quella strada.
Quindi mi sta dicendo che non c’è stato un “effetto Pittella” sul suo partito?
Non nego che l’ingresso nel nostro partito di Gianni e Marcello Pittella abbia contribuito a renderci più forti. Da entrambi abbiamo tutti molto da imparare, la loro esperienza è una straordinaria risorsa per noi. E tuttavia in quello stesso periodo, cioè quando decidemmo di candidare Marcello al Senato dopo la sua uscita dal Pd, il contesto nazionale, con l’ipotesi di partito unico dei riformisti, ci vedeva già come interlocutori privilegiati dei tanti lucani liberali, democratici, cattolici e repubblicani delusi dagli altri partiti e dalle esperienze di governo, soprattutto regionale e comunale, a cui pure avevano dato il loro sostegno. Oggi quel progetto ha subito un brusco rallentamento, per usare una metafora, ma resto ancora convinto che quella sia la strada che dobbiamo percorrere. Alla fine la politica riuscirà a prevalere sulle logiche personalistiche.
A proposito di governi regionali e comunali, la vostra posizione si Bardi e Guarente è abbastanza netta: un giudizio negativo. Quindi resterete nel campo del centrosinistra alle prossime elezioni?
Il giudizio su Bardi e Guarente che in questi mesi sia io che Marcello Pittella abbiamo più volte espresso, mi pare sia condiviso da buona parte della società lucana e dai potentini. Le aspettative erano tante e, come spesso avviene, le delusioni si sono presentate con tutta la loro asprezza. Alla propaganda non sono corrisposti poi progetti e azioni concrete. Dalla sanità allo sviluppo è mancata una programmazione seria e profonda che consentisse alla Basilicata di poter investire le molte risorse di cui oggi la Regione dispone. Il tutto mettendo in ombra anche le cose buone fatte, come ad esempio il bonus gas, che vanno migliorate e potenziate. Lo stesso vale per il Comune di Potenza, dove ormai è palese la crisi politica che vive questo centrodestra che non ha saputo capitalizzare il risultato elettorale facendosi trovare impreparato all’esame più importante, il governo.
Va bene, ma non ha risposto alla mia domanda.
Chi mi conosce sa che il politichese ed il politicismo non mi appartengono. Forse un limite per chi guida un partito, ma ai rituali della vecchia politica preferisco la concretezza e il linguaggio della verità. Le prossime elezioni regionali vedranno due campi contrapposti: passato e futuro; progresso e regresso; libertà e paure. Per quanto riguarda il nostro posizionamento, non mi sottraggo certo al commento. Dobbiamo rivedere il modo di leggere la politica: le contrapposizioni ideologiche, quando si tratta di governare la complessità, devono lasciare spazio al buon senso e al pragmatismo. Noi ci batteremo per una sanità pubblica migliore, per un progetto di sviluppo industriale che determini un reale cambiamento e che pratichi innovazione, per rilanciare la nostra terra come area strategica del Mediterraneo, per garantire ai “restanti” servizi di qualità ed efficienti, per migliorare la qualità della vita delle lucane e dei lucani, soprattutto i più fragili. È di destra o di sinistra questo progetto? Ai lucani interessa poco, i dossier sono tanti e non c’è più tempo per sventolare bandiere e alzare muri. Costruiamo, invece, ponti solidi e durevoli verso il futuro. Su questo punto sono sicuro che in tanti, partiti e forze civiche, sono pronti a rimboccarsi le maniche e lavorare.
Quindi per lei allearsi con il M5S o con FdI è lo stesso?
Assolutamente no. Sarò anche nuovo di questo mondo della politica, ma non sono certo un ingenuo. Azione nasce per dare agli italiani un’alternativa ai populismi di destra e sinistra. Ma per fare questo noi pensiamo sia fondamentale lavorare su programmi, su progetti, su posture riformiste che diano garanzie di serietà e affidabilità. La dirò ancora meglio: puoi anche allertati con uno dei due partiti da lei citati, ma se li convinci a lavorare sulle tue idee hai ottenuto un grande risultato politico. La nostra Basilicata ha bisogno solo di questo. Le divisioni hanno ulteriormente aumentato le distanze tra le persone. È tempo di ricucire gli strappi, di rammendare pazientemente le separatezze.
E con Italia Viva?
Perché no. Certamente il cammino verso il partito unico si è interrotto, al momento, ma sono sicuro che con IV lavoreremo insieme per i prossimi appuntamenti elettorali, così come con le altre forze liberali e riformiste lucane con le quali abbiamo un dialogo costante e un rapporto solido.
In molti le riconoscono un sano attivismo, il suo partito è tra i pochi a proporre incontri e dibattiti come si faceva un tempo. Ma Pessolano cosa vuole fare?
Vero, in tanti ci riconoscono questa qualità Sembriamo un partito dalle radici antiche ma con un linguaggio ed uno stile moderno. Come sa, lei che è un attento osservatore e studioso della storia politica lucana, Azione si rifà alla cultura del socialismo liberale, alla socialdemocrazia europea moderna, e si ispira ai valori cristiani e liberali che hanno fatto grande l’Italia e l’Europa. Quando la tua base valoriale è così solida puoi edificare con saggezza e misura. Per quel che riguarda me, sono un imprenditore di questa terra con una grande passione civile che crede nella buona politica. Intorno a me ho il privilegio di avere una squadra di donne e uomini con grandi capacità e visioni. Se saremo chiamati a prendere parte alle prossime elezioni regionali, in prima persona, lo faremo con entusiasmo e con la voglia di dare un contributo per il cambiamento della Basilicata. Ma è troppo presto per fare questi discorsi, non siamo costruttori di soffitte.